Mi accingo a salire sul pullman come ogni sabato.
Nemmeno faccio in tempo a sedermi che lo zelante autista m'apostrofa così "Ehi, signorina, ma tua madre sa che sei uscita?".
Lo guardo perplessa e dico "Certo che lo sa...." "Mmm... sei sicura? Ti ha dato il permesso di uscire tutta sola a quest'ora? E poi come torni a casa? Non ce ne sono più mezzi, lo sai?".
Sono curiosa di capire dove vuole andare a parare, mi avvicino e gli ribadisco che mia madre sa che sono uscita e che so perfettamente che quello è l'ultimo pullman della giornata per andare e che fino alla mattina seguente non ce ne saranno per tornare. Mi guarda ancora scettico e insiste "C'è qualcuno responsabile che ti potrà riportare a casa quando ti sarai stancata?" "Ma certo, chi crede che io frequenti, qualche ubriacone scapestrato?" "Ma no, è che hai più o meno l'età di mia figlia e mi preoccupo, sai, essere padre non è semplice!" "Lo credo che sia complicato fare il genitore, se continua a trattare sua figlia come una ragazzina di quindici anni..." "E come dovrei trattarla?" "Beh, se ha la mia età almeno come un'adulta, ventuno anni non sono tanti, ma nemmeno così pochi per uscire sola alla sera..." "Mioddio che gaffe, mi scusi, è che lei sembra proprio una bambina!" "Non si preoccupi, piuttosto andiamo invece di accumulare ritardo" Sorrido, lui pare calmarsi un po'. Partiamo. Tanti chilometri da soli e nemmeno una parola. Mentre scendo mi sorride e si scusa ancora "Buona serata" "Anche a lei".
Vado, con l'approvazione del mio nuovo angelo custode.





































Le polemiche, a voler ben guardare, si fanno quando uno ci tiene alle cose e alle persone, non quando devono essere una banale ed inutile perdita di tempo...
















